PREISTORIA:
1700-1400 a.C. - La riviera lacustre fu abitata fin dall’età neolitico, ne sono testimonianza i numerosi ritrovamenti di insediamenti palafitticoli. Con il sopraggiungere dell’Età del ferro arrivano nel nostro territorio etnie provenienti da ogni dove.
 
ETÀ ANTICA:
VI-III sec. a.C. - Il territorio fu abitato da popolazioni che subirono l’influsso di etruschi prima, e di romani poi; dopo la sconfitta dei Galli da parte dei Romani (225 a.C.), e la realizzazione della Via Gallica, la colonizzazione romana interessò tutto il bacino Gardense.
476 d.C. caduta dell’Impero Romano d’Occidente - Dal nord i barbari scendono in Italia: si susseguono Eruli, Ostrogoti, Longobardi e infine Carolingi. Gli ordinamenti romani sono sconvolti e sostituiti da quelli della tradizione germanica. In alcuni documenti si trova citato un “castrum”: probabilmente esisteva già una rocca anche se più piccola di quella scaligera di successiva edificazione.
 
ETÀ MEDIEVALE
IX sec. - Scemate le scorrerie ungare, la sponda occidentale fu infeudata da Brescia e quella orientale da Verona: il distretto gardense si trova sotto il controllo del Conte di Verona, detentore della Corte di Garda. Il controllo si attenua in seguito, per le spinte autonomiste dei territori rurali.
X-XI sec. - Fino al XII sec. il territorio gardense e definito “iudicaria” ovvero un distretto pubblico con propri ambiti amministrativi. La Rocca di Garda diviene il centro politico di tutto il distretto; Lazise in questo periodo è una comunità di uomini liberi, importante il documento concesso agli abitanti da Ottone II (983).
XII-XV sec. - Per il territorio di Lazise si parla di “comitatus”;
Lazise, sotto il dominio dei signori della Scala (1259-1387), diventa un punto chiave di scalo per il traffico sul Garda e anche per il controllo dei traffici lungo la via che andava dal Nord-Europa alla Pianura Padana;
Lazise faceva parte del “Colonnello della Gardesana”:
  • Colonnelli erano i sette territori in cui era suddivisa la cosiddetta “Fattoria Scaligera” in altre parole, l’amministrazione diretta dei territori da parte della signoria;
  • Gardesana era il complesso di tutti i territori scaligeri che si affacciano sul lago di Garda da Malcesine a Sirmione compresi.
Con Cansignorio (1359-75) prima, e Antonio e Bartolomeo della scala poi, la cinta muraria fu restaurata.
Nel 1387 gli scaligeri vennero sconfitti da Gian Galeazzo Visconti signore di Milano, che prese possesso della signoria di Verona e quindi anche del territorio di Lazise; ma già nel 1405 Lazise, con tutti i territori di Verona, passa sotto la giurisdizione della Repubblica di Venezia, la quale restaurò le mura anche se il successivo scontro contro i Visconti arreca gravi danni al castello.
 
ETÀ MODERNA
1509 - Venezia entra nel conflitto detto “guerra di Cambray” in seguito al quale Lazise passa a Massimiliano d’Austria che lo consegna al Marchese Giovanni Gonzaga, comandante dell’esercito stanziato a Verona; in questa occasione, per opporsi al nemico, i lacisiensi appiccano fuoco alla Rocca. Già nel 1516 tutti territori di Verona tornano sotto il dominio della Repubblica di Venezia, che cercherà di mantenere la neutralità nei futuri conflitti a discapito degli abitanti. Durante il conflitto tra Carlo V e Francesco I, l’esercito dei lanzichenecchi passa e saccheggia Lazise, al 1528 risale lo squarcio da colpo di cannone ancora visibile nel mastio del castello, in questo bombardamento cadono anche parte delle mura della rocca.
1630-31 - Anche sul territorio di Lazise si diffuse la grande ondata di peste.
 
ETÀ CONTEMPORANEA
A seguito della Rivoluzione Francese, Lazise, dopo essere stata sede del quartier generale francese, è aggregata alla Repubblica Cisalpina e nel 1805, con la costituzione del Regno d’Italia, Lazise divenne capoluogo del quinto cantone del distretto di Verona.
Con il Congresso di Vienna (1815) Lazise passa al Regno Lombardo-Veneto sotto gli austriaci; seguiranno tre guerre di indipendenza: solo quella del 1866 porterà  al trattato di Praga e all’unione con il Regno d’Italia.
Tra 1870 e 1880 circa il conte Gian Battista Buri, allora proprietario della rocca, fa restaurare i merli e interrare il porto militare adiacente al castello per la realizzazione dell’attuale parco di Villa Bernini. Oggi del complesso rocca-porto militare rimangono la piazza d’armi e tracce della fortificazione del porto, mentre sono totalmente scomparsi fossati, antemurale e gran parte del porto.